“E’ necessario trovare una sintesi delle nostre proposte di assegno sociale”

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On. Ricardo Merlo: Ottima iniziativa della Commissione Affari Sociali CGIE

Roma, maggio 2007- Il 6 luglio prossimo è stata convocata, a Roma, dal presidente Maria Rosa Arona una riunione tematica della Commissione Affari Sociali del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero per discutere sulle tre proposte di legge sull’assegno sociale, presentate dai deputati Merlo, Angeli e Bafile.

Ha dichiarato l’on. Ricardo Merlo:” Credo che sia un’ottima opportunità per giungere ad una sintesi delle proposte che verrebbero a risolvere un problema cruciale, soprattutto in America latina. Dobbiamo unirci e abbiamo bisogno più che mai della spinta che può dare il CGIE ad un tema così sensibile e urgente.”

Segue la proposta di legge dell’On. Ricardo Merlo.

PROPOSTA DI LEGGE

di iniziativa del deputato Ricardo Antonio Merlo


Disposizioni per il riconoscimento del diritto all’assegno sociale

ai cittadini anziani e agli inabili residenti all’estero


(Integrazione e modifica dell’art.3 della legge 8 agosto 1995, n. 335)





ONOREVOLI COLLEGHI! – Si stima che dall’Italia, terra di forte emigrazione, nel secolo appena trascorso, siano partiti, in cerca di lavoro, circa 22 milioni di connazionali.

Questo fenomeno ha caratterizzato, a più riprese e con diversa intensità, le nostre regioni, e per tanti italiani ha rappresentato l’unica dolorosa soluzione ai problemi economici e sociali che non potevano essere risolti sul territorio nazionale.

Di quella massa di connazionali emigrati, una gran parte ha ottenuto il riscatto sociale sognato alla partenza, mentre per un’ altra parte non è stato così.

In alcuni casi, infatti, la povertà da cui si cercava si fuggire è stata sostituita con una nuova situazione di indigenza, ancora più drammatica oggi, perché sopportata, in una fase della vita, la terza età, in cui vengono meno la speranza e l'entusiasmo con i quali si era creduto di ricostruire una nuova vita.

Ciò nonostante, non si può non riconoscere, che, tutti indistintamente, i nostri connazionali all’estero, anche quelli che non hanno ottenuto quell’ambito riscatto sociale, hanno lavorato per la crescita economica e sociale del nostro Paese, ad esempio con l’invio in Italia delle loro rimesse, con la diffusione della cultura italiana e con il consumo del made in Italy, nel mondo intero.

A quei nostri connazionali emigrati che, cercando la fortuna lontano da casa, non l’hanno trovata, è indirizzata questa proposta di legge.

La presente proposta di legge, infatti, attraverso la modifica e l’integrazione dell’art. 3 della legge 8 agosto 1995, n.335, si prefigge di riconoscere il diritto all’assegno sociale ai cittadini nati in Italia, e residenti all’estero, continuativamente da almeno dieci anni, ultrasessantacinquenni in condizioni “verificabili” d'indigenza o dichiarati inabili.

L’assegno sociale è, per questi connazionali, una esigenza che si pone in maniera pressante ed improcrastinabile, ancor di più, se risiedono nei Paesi colpiti da gravi crisi economiche e sociali; la sua necessità è stata ribadita più volte dal Consiglio generale degli italiani all’estero (ad es. nella Conferenza del Cgie sull’assegno sociale, indetta nel 1992); la sua introduzione nell’ordinamento italiano è stata sollecitata dai Comites e da tutte le forze istituzionali e sindacali, nonché dalle associazioni di mutua assistenza degli italiani all’estero.

In primo luogo, la presente proposta di legge è un atto di giustizia sociale, che consentirebbe a questi soggetti un minimo aiuto economico, per superare le difficoltà di vita, nello stesso paese che li ha accolti, ed eviterebbe il secondo e totale sradicamento. Infatti, queste persone, spesso, spinte dalla necessità, decidono di ritornare in Italia. Ma tornare a vivere nel proprio paese, dopo anni di emigrazione, non vuol dire sempre tornare in famiglia e tra gli amici d’infanzia, anzi, in molti casi, purtroppo significa solo, come accadde per l’esodo, un trasferimento per sopravvivere.

In secondo luogo, riconoscendo a questi soggetti il diritto all’assegno sociale, si otterrebbe anche un beneficio economico per lo Stato, in termini di riduzione di costi pubblici: questo per effetto della rinuncia ai numerosi rientri per poter accedere a diritti e prestazioni assistenziali, giudicate mediamente superiori ai €. 20.000 annui a persona (da “Pagine“ del 9.09.2006, Vitaliano Vita, presidente dell’ODICI, autore, tra l’altro, di un studio per la individuazione in America Meridionale degli indigenti ultrasessantacinquenni, residenti all’estero fornito anche al Ministero degli Affari Esteri).

Per inciso, è interessante notare che, il numero degli aventi diritto all’assegno sociale, così ridefinito, andrà necessariamente riducendosi, per cause naturali, nel corso degli anni: cosicché il maggior costo sopportato dal bilancio dello Stato, nei primi anni di applicazione di questo provvedimento, se approvato, andrà col passare del tempo, via via diminuendo.

In terzo luogo, questa proposta di legge intende eliminare la discriminazione, incredibilmente operata fino ad oggi, nei confronti di una categoria di cittadini a cui non viene riconosciuto lo stesso diritto di cui godono, ad esempio, gli abitanti della Repubblica di San Marino, i rifugiati politici e i cittadini extracomunitari che hanno ottenuto la carta di soggiorno.

Per assurdo, infatti, lo Stato italiano riconosce ai soggetti sopra citati - che non sono italiani - quel diritto che, ancora, non riconosce ai connazionali nati in Italia ed emigrati. L’approvazione di tale proposta di legge, mentre da un lato consentirà un uso più razionale delle risorse di bilancio (l’irrazionalità anticostituzionale dell’attuale situazione è anche antieconomica), dall’altro colmerà l’iniqua ma soprattutto anticostituzionale assenza di tutela legislativa, tuttora persistente, nei confronti dei soggetti più deboli della nostra società, ovunque risiedano, e che hanno contribuito alla crescita economica e sociale del paese.

Su questo presupposto, si ritiene che la previsione di spesa, per il primo anno di entrata in vigore della presente legge, sia di 90 milioni di Euro.

Inoltre, dal secondo anno in poi, i consolati italiani in collaborazione con i Patronati e le associazioni italiane segnalate dalle Ambasciate trasmetteranno al Ministero degli Esteri, nei termini previsti, le domande pervenute e accolte, presso le rispettive sedi, consentendo un ulteriore aggiustamento e ricalcolo della spesa per l’anno successivo.



Proposta di legge

del deputato Ricardo Antonio Merlo


Disposizioni per il riconoscimento del diritto all’assegno sociale

ai cittadini anziani e agli inabili residenti all’estero


(Integrazione e modifica dell’art.3 della legge 8 agosto 1995, n. 335)


Art.1

(Oggetto)


All’art. 3 dopo il comma 6 è aggiunto il seguente “comma 6 bis” :


Le disposizioni del precedente comma vengono applicate anche ai cittadini, nati in Italia e

emigrati e residenti all’estero, in possesso dei seguenti requisiti:


a) che abbiano compiuto 65 anni di età, il cui reddito annuo sia inferiore o pari a quello che la presente legge considera minimo ai fini della definizione dei beneficiari italiani residenti in Italia, parametrandolo al costo della vita del Paese di residenza del cittadino emigrato richiedente;


b) che, dichiarati inabili in modo permanente ed assoluto per ogni tipo di lavoro, dall'autorità competente della Sicurezza Sociale o in suo difetto dall'autorità di collegamento del paese di residenza, non siano beneficiari o non abbiano diritto alla prestazione o sussidio di natura analoga, o che, anche se avendolo, riunisca le caratteristiche di cui alla lettera a) del presente articolo.


c) che, i soggetti, indicati alle precedenti lettere a) e b), siano residenti all’estero da almeno dieci anni


Art. 2

(Presentazione delle domande)


I soggetti di cui all’art. 3 comma 6-bis devono far pervenire presso le sedi consolari o ai Patronati o alle associazioni italiane segnalate dalle Ambasciate, le domande per il conseguimento dell’assegno sociale, entro il 31 dicembre dell’anno precedente a quello dell’erogazione dell’assegno stesso.


Le domande dovranno essere corredate dalla seguente documentazione:


  1. fotocopia autenticata del passaporto italiano, o di un certificato del consolato di giurisdizione che certifichi la condizione di cittadino italiano, congiuntamente a una certificazione residenza all’estero da almeno dieci anni;


  1. dichiarazione giurata comprovante l’assenza di reddito o il reddito inferiore a quello considerato minimo di sussistenza, nel paese di residenza del richiedente, fatto salvo il reddito catastale derivante dall’immobile adibito ad abitazione del richiedente.


  1. nel caso in cui percepiscano retribuzioni, rendite o pensioni, documentazione dell’ammontare delle stesse, rilasciata dall'Entità erogatrice.


  1. nel caso di persone dichiarate inabili in modo permanente e assoluto al lavoro, certificato medico dell'Istituzione Pubblica riconosciuta; anamnesi lavorativa e formativa, dati anamnestici e clinici, dati previdenziali, conclusioni diagnostiche.


Art. 3

(Calcolo dell’assegno sociale)


L’ammontare dell’assegno sociale da corrispondere agli italiani residenti all’estero, che ne hanno diritto, ai sensi del comma 6 bis, si otterrà applicando una opportuna scala di equivalenza tra la “soglia convenzionale di povertà relativa” in Italia, calcolata sulla base della spesa familiare rilevata tramite l'indagine annuale ISTAT sui consumi, e lo stesso valore calcolato nel paese di residenza del richiedente.


Art. 4.

(Estinzione del diritto)


Il diritto all’assegno sociale per gli anziani indigenti e gli inabili residenti all’estero si estinguerá quando il beneficiario concorra in alcuna delle seguenti circostanze:

a) ritorno in Italia;

b) rinuncia alla cittadinanza italiana;

c) perdita o non sussistenza dei requisiti che motivarono la prestazione stessa;

d) decesso.


Art. 5

(Previsione di spesa per il primo anno e per gli anni successivi)



1.La previsione di spesa per il primo anno di entrata in vigore della presente legge è di Euro 90.000.000

2. Dal secondo anno in poi, i consolati italiani, in collaborazione con i Patronati e con le Associazioni italiane segnalate dalle Ambasciate trasmettono, in tempo utile, al Ministero degli Affari Esteri e questi, entro il 31 maggio di ciascun anno, al Ministero della solidarietà sociale, la previsione di spesa per l’assegno sociale, da corrispondere l’anno successivo agli anziani indigenti residenti nella circoscrizione di loro competenza, sulla base delle domande pervenute, presso le rispettive sedi consolari, entro il 31 dicembre dell’anno precedente, e accolte.


Art. 6

(Copertura finanziaria)


1. All’onere derivante dall’attuazione della presente legge si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2007 -2009, nell’ambito dell’unità previsionale di base di parte corrente « Fondo speciale » dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2007, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero del lavoro e delle politiche sociali e di quello relativo al Ministero degli Affari Esteri.

2. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.


Art.7

(Entrata in vigore)


La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.


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E’ necessario trovare una sintesi: Ottima iniziativa della Commissione

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Roma, maggio 2007- Il 6 luglio prossimo è stata convocata, a Roma, dal presidente Maria Rosa Arona una riunione tematica della Commissione Affari Sociali del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero per discutere sulle tre proposte di legge sull’assegno sociale, presentate dai deputati Merlo, Angeli e Bafile.

Ha dichiarato l’on. Ricardo Merlo:” Credo che sia un’ottima opportunità per giungere ad una sintesi delle proposte che verrebbero a risolvere un problema cruciale, soprattutto in America latina. Dobbiamo unirci e abbiamo bisogno più che mai della spinta che può dare il CGIE ad un tema così sensibile e urgente.”

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L’On. Ricardo Merlo sulle dichiarazioni del Senatore Pallaro

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Interrogato dal giornalista Salvatore Viglia, nel Transatlantico di Palazzo Montecitorio, sulle ultime dichiarazioni del senatore Luigi Pallaro nei suoi riguardi, Merlo ha così risposto:

”Il rapporto con Luigi Pallaro va oltre il rapporto politico, è anche un rapporto di amicizia e io con gli amici non parlo attraverso la stampa. L’associazionismo in Argentina è un movimento forte e unito, che va al di là delle persone.

Come ho già detto altre volte apprezzo molto il lavoro che sta portando avanti il senatore Pallaro, e personalmente lo stimo”

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FORMAZIONE E PARTECIPAZIONE: ECCO LA STRADA DELLE NOSTRE ASSOCIAZIONI

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L’on. Ricardo Merlo a Moreno (Provincia BsAs) incontra i Presidenti delle Associazioni della FAIA

Moreno (Buenos Aires) 22 maggio 2007 - L’on Ricardo Merlo ha partecipato, oggi, ad un incontro organizzato dalla FAIA "Federazione Asociazioni Italoargentine della provincia di Buenos Aires ". All’incontro, che si è svolto in un clima di forte cordialità, erano presenti, oltre allo stesso Presidente della federazione Dott. Renato Calcagno  e l’anfitrione, Presidente della Associazione Italiana di Moreno, Signor Jose Fiscichella, istituzione che possiede una stupenda sede nel popolare quartiere di Moreno, a 50 minuti della capitale federale, i rappresentanti di 25 associazioni della suddetta provincia.


L’on. Merlo ha così commentato l’iniziativa: “Sono contento di essere stato invitato a questo incontro che manifesta una volta di più l’ importanza  di continuare a sviluppare l’associazionismo. La realtà degli italiani nel mondo e in particolare in America Latina - ha sottolineato il deputato italoargentino - non è una realtà statica e immutabile; profondi processi evolutivi in ambito sociale, culturale ed economico l’attraversano continuamente. Si tratta di una realtà sociale che non sfugge le responsabilità e, soprattutto, desidera partecipare - al fianco dei propri rappresentanti - alla individuazione dei problemi che la riguardano e alla proposizione delle relative soluzioni, presso le istituzioni italiane.”

All’incontro, in cui si sono affrontate le problematiche locali della collettività italiana, l’on. Ricardo Merlo ha tracciato le linee della sua attività parlamentare a Roma, con la presentazione delle proposte di legge sulla cittadinanza, sulla diffusione della lingua e cultura italiana all’estero e sull’assegno sociale per gli anziani indigenti.

Ma grande interesse ha suscitato, tra i presenti, l’ annuncio della Giornata di Formazione che presto di realizzerà a Moreno, che rientra nell’iniziativa, estesa a tutta la circoscrizione in cui è stato eletto (America Latina), dei Corsi di Formazione per Dirigenti di Associazioni Italiane, realizzati con il contributo della fondazione Cassamarca di Treviso.

Nel presentare questa Giornata di Formazione, il deputato italoargentino, il cui intervento di 45 minuti è stato lungamente applaudito, ha dichiarato: “ È importante questa parola, cultura: sono persuaso che il fronte culturale della educazione, della formazione e della circolazione delle idee sia assolutamente decisivo per la nostra collettività. Questa giornata di formazione è il mio investimento soprattutto  per il futuro dei nostri giovani.”

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Assegno sociale agli anziani indigenti

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Intervista all'onorevole Ricardo Merlo- da Messaggero di Sant’Antonio Maggio 2007

Eletto nella Circoscrizione dell'America Latina, da sempre vicino al mondo dell'associazione italiana, Merlo sta lavorando a un progetto di legge per gli ultrasessantacinquenni.

di Luciano Segafreddo

Ricardo Merlo è uno dei cinque parlamentari della Circoscrizione dell’America Latina, eletto con il maggior numero di voti (43.057). Laureato in Scienze politiche e impegnato nel settore dell’imprenditoria edilizia, è sempre stato attento al mondo dell’associazionismo italiano. È stato presidente della Trevisani nel mondo, del Comites di Buenos Aires, del Cava (Comitato associazioni venete argentine), dell’Ulm (Unione latini nel mondo) e dell’Utrim (Unione triveneti nel mondo). Prima della sua elezione al Parlamento, è stato membro del Cgie, il Consiglio generale degli italiani all’estero.

Segafreddo. Di recente lei ha tenuto una conferenza all’Università Nacional di Mendoza sui rapporti tra Mercosur e Unione Europea. Quali sono le sfide e le prospettive di questo rapporto?

Merlo. La sfida è soprattutto per il Mercosur perché è come un bambino che ha appena iniziato a camminare, e con difficoltà. In questo momento gli accordi che si possono fare tra Mercosur e Unione Europea sono minimi perché il Mercosur non è ancora un mercato comune e non ha sviluppato le istituzioni come l’Unione Europea. Oggi, in Sudamerica, non abbiamo ancora le quattro libertà fondamentali: la circolazione delle persone, delle merci, dei capitali e dei servizi. Il rapporto è quindi più diplomatico che economico. Speriamo che il Mercosur riesca a fare qualcosa di simile a quello che ha fatto l’Unione Europea, e così avremo tante opportunità sia dal punto di vista sociale, culturale che, soprattutto, da quello economico-commerciale.

Segafreddo.L’economia argentina, dopo un periodo di forte crisi, sta risalendo la china. Esistono dei problemi rispetto ai quali lei stesso si trova impegnato? Gli italiani occupano ruoli e spazi in questo processo?

Il Paese è in crescita e, quanto a percentuali, si sta sviluppando come la Cina. Il mondo sta richiedendo sempre di più materie prime, e l’economia dell’Argentina è basata sul settore agro-industriale: ha quindi una grande opportunità che spero venga colta. I problemi fondamentali sui quali sono impegnato riguardano la situazione sociale, la povertà strutturale dell’Argentina e degli altri Paesi dell’America Latina. Problemi che questa crescita economica non risolve, e che spingono a un particolare impegno quanti rappresentano nel Parlamento italiano le comunità di questi Paesi.

Segafreddo.Il 40% degli argentini è di origine italiana. Come si riesce a tenere vive e a tramandare alle nuove generazioni, cultura e tradizioni del Paese d’origine?

Questo è un compito che bisogna seguire quotidianamente. È come quando, nel gioco del calcio, si dice «la maglia bisogna sudarsela». Si devono percorrere tutte le strade, coinvolgendo istituzioni governative e private, per ottenere dei risultati. Per esempio, la Cassamarca di Treviso, lo scorso anno, ha finanziato in Argentina mille borse di studio per la diffusione della lingua italiana, e quest’anno sostiene economicamente un altro programma che comprende una ventina di corsi di formazione per dirigenti di associazioni italiane nei Paesi del Sud America. Nelle circoscrizioni consolari di Lomas de Zamora e di Necochea (Mar del Plata) il programma è iniziato lo scorso 14 aprile. Non dobbiamo aspettarci tutto dallo Stato, ma cercare risorse presso Fondazioni e persone sensibili come l’onorevole Dino De Poli, per mantenere vive le radici, la nostra cultura, e soprattutto per mobilitare i giovani e farli avvicinare al mondo dell’associazionismo italiano.

Segafreddo.La realtà associazionistica italiana, che in Argentina continua ad essere vivace, può essere di stimolo per le comunità italiane di altri Paesi?

La nostra esperienza può essere d’aiuto. Se noi, in Argentina, e in generale in America Latina, parliamo di partiti, le persone scappano perché dentro le associazioni ci sono persone che pensano in maniera diversa, e noi non vogliamo dividere le associazioni su questioni ideologiche. Abbiamo invece creato un movimento che coordina tutte le associazioni e può concentrare tutte le energie per risolvere problemi reali che riguardano gli italiani che vivono all’estero, come la promozione della cultura e della lingua italiana, la soluzione di situazioni sociali che riguardano soprattutto gli anziani e i disagiati; i problemi della cittadinanza e della rete consolare. Io credo che l’associazionismo continui ad essere uno strumento molto importante in America Latina per portare avanti un progetto politico istituzionale che dia risposte concrete agli italiani residenti.

Segafreddo.Desaparecidos, una tragedia mai finita. La giustizia italiana non è rimasta a guardare. Nei giorni scorsi la Corte d’Assise di Roma ha condannato quelli che sono stati ritenuti gli autori della scomparsa e dell’assassinio di tre italo-argentini. Che giudizio dà di questo pronunciamento della giustizia italiana?

Io sono soddisfatto, anche come ex presidente del Comitato delle associazioni venete argentine, il Cava, della decisione della giustizia italiana riguardo ai tre cittadini italiani scomparsi: Giovanni e
Susanna Pegoraro e la loro figlia, provenienti dal Veneto. La giustizia deve seguire la sua strada, ma non come in Argentina dove per questi casi è stata fatta una «legge-indulto».

Segafreddo. È facile o difficile essere un parlamentare indipendente?

Ci sono due modi per rispondere alla sua domanda: la prima è dire che è più difficile perché devo analizzare praticamente da solo tutti i progetti di legge che devo votare. Non ho un partito che mi faciliti questo compito attraverso i suoi tecnici o i suoi «analisti». Dall’altro punto di vista, sono molto soddisfatto perché ho un’assoluta libertà di giudizio. Per esempio, non ho votato una legge che ritengo vergognosa come quella dell’«indulto» che ha lasciato liberi 15 mila detenuti, alcuni dei quali sono rientrati in carcere dopo aver compiuto nuovi delitti. Ho votato leggi presentate dal centro-destra e dal centro-sinistra perché le ho ritenute valide. Questo atteggiamento mi dà la libertà e anche l’opportunità di concentrarmi sulle questioni che riguardano gli italiani che vivono all’estero.

Segafreddo. Quali sono i progetti di legge a cui sta lavorando?

Sono contento che sia stato accolto dal rappresentante del governo italiano e dal relatore per la Commissione Affari Costituzionali del Parlamento italiano l’emendamento presentato anche da me, in Commissione, che fa cessare una grave discriminazione. Riguarda gli italiani all’estero, figli di padre o madre italiani, e nati antecedentemente al 1° gennaio 1948, e che per un’interpretazione limitata della legge, venivano privati di un loro diritto. Non era possibile che le donne non potessero trasmettere la cittadinanza come avviene per i maschi. Sto anche lavorando a un progetto che riguarda l’assegno sociale a favore degli anziani indigenti. Ho approfondito questo argomento che può trovare una soluzione se si riuscirà a reperire i fondi senza aumentare le tasse, e se si limiterà alla fascia di italiani ultrasessantacinquenni residenti all’estero, nati in Italia e in stato di necessità. È, infatti, improponibile – ed economicamente impossibile – che sia esteso a tutti gli anziani italiani all’estero. Tale proposta, se riguarda solo gli anziani residenti nei Paesi del Sud-America, ha più probabilità di essere approvata.

Segafreddo. Ha un sogno per sé e per gli italiani all’estero?

Il mio sogno e che venga approvata la proposta di legge appena esposta. Io penso ai più deboli, ai più anziani. Penso a mio nonno, ai tanti anziani che in Sud-America non riescono ad acquistare le medicine o a pagarsi il ricovero ospedaliero; ai tanti anziani che hanno fatto una vita di duro lavoro promuovendo il made in Italy, mandando rimesse in Italia e quindi aiutando il nostro Paese. Noi dobbiamo aiutare queste persone che sono i nostri anziani più deboli, i più indigenti. Quando ritorno in Argentina, io ricevo gli anziani che vogliono parlare con me. Così posso conoscere esattamente la loro situazione, e pensare a come realizzare il mio sogno.



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