“IL GOVERNO RISCHIA DI FARE UN ERRORE STORICO”

Share

Merlo sui tagli: "I fondi per gli italiani all’estero non costituiscono una spesa ma un investimento"

Il deputato e leader del MAIE recentemente eletto vicepresidente del gruppo italiano all’Unione Interparlamentare, ha detto inoltre, sull’eventuale incostituzionalità dell’art.8 della legge sul nostro voto che esige la residenza all’estero per candidarsi nella Circoscrizione estero: “Lo tolgano e che vengano Berlusconi e Veltroni a candidarsi all’estero. Simbolicamente lo hanno già fatto nel 2006 e nel 2008”


(da TRIBUNA ITALIANA 29 OTTOBRE 2008) L’on. Ricardo Merlo, deputato e leader del MAIE che nei giorni scorsi è stato eletto vicepresidente del gruppo italiano nell’Unione Interparlamentare, l’organo che riunisce parlamentari di tutti i Paesi, che è presieduto dall’on. Ferdinando Casini.

L’on. Merlo è entusiasta delle possibilità che possono aprirsi nei rapporti tra l’Europa e l’America Latina, del lavoro comune tra membri dei parlamenti dei due continenti. Una sfida nuova che lo vede lavorare a fianco a personalità di peso della politica italiana quali Luca Volontè, anch’egli come il presidente Casini dirigente dell’Udc, la parlamentare Angela Napoli del Pdl, Enzo Bianco del Pd, Antonio Razzi dell’Idv, che come Merlo è stato eletto all’estero o nientemeno che Giulio Andreotti, che però non ha partecipato questa volta ai lavori che si sono tenuti a Ginevra. 

L’on. Merlo racconta che è stato invitato nella sua veste di deputato italiano, alla riunione del Gruppo America Latina e Caraibi dell’Unione Interparlamentare e che ai lavori nella città svizzera, hanno partecipato anche i parlamentari argentini Carlos Reutemann, Jorge Obeid e Juan Carlos Romero, coi quali potranno essere sviluppati ulteriori incontri nel quadro dei rapporti tra i Parlamenti dei due paesi.

Naturalmente però all’ordine del giorno per il deputato residente in Argentina ci sono i tagli che il governo ha presentato per la prossima Finanziaria, nei capitoli che riguardano gli italiani all’estero, sui quali l’on Merlo aveva già manifestato la sua opposizione e invitato ad una comune mobilitazione del mondo degli italiani all’estero. “Bisogna dire però - dice Merlo - che se non c’è la volontà politica del governo, non ci saranno modifiche alla proposta presentata al Parlamento.

Il governo ha una chiara maggioranza e la volontà politica di andare avanti con i tagli, per cui difficilmente potremo ottenere qualcosa. In questo campo il PD ha tanta forza quanto il MAIE, non ha i numeri per cambiare il voto al Parlamento. Possiamo solo mobilitarci, chiarire, testimoniare, cercare di far capire al governo e alle forze della maggioranza il danno che queste misure possono provocare, cercare di far capire che i fondi per gli italiani all’estero non sono spese, ma  investimenti”. “Naturalmente - aggiunge - si può razionalizzare, cioè spendere meglio e magari riassegnare fondi spesi male, anche perché siamo consapevoli dell’emergenza che vivono l’Italia e il mondo. Ma da una parte non ho presente nessun comparto nel quale i tagli proposti dal governo siano arrivati al 60 per cento dei fondi e dall’altra tagliando 36 milioni dai fondi per gli italiani all’estero non si risolve certo la crisi. Sembra invece un segnale chiaro della volontà di eliminare tutto quanto ha a che vedere con gli italiani all’estero e credo che su questo nessuno può essere d’accordo, nemmeno i parlamentari del PdL eletti all’estero, che spero, non approveranno questi tagli”. “Il governo - sottolinea l’on. Merlo – deve capire che rischia di compiere un errore storico, perché l’Italia ha sempre cercato di sviluppare il Sistema Italia coinvolgendo il mondo degli italiani all’estero e in questo è stata un modello e un esempio per altri Paesi”.

Sull’eventualità di rinviare le elezioni per il rinnovo dei Comites e del Cgie, secondo un ordine del giorno approvato dalla maggioranza su proposta dell’on. Zacchera, Merlo sostiene che se sarà uno slittamento

di poco tempo, per consentire una modifica vera e profonda dei Comites, non sarebbe un dramma.

Il deputato, nato in Argentina, leader del Movimento Associativo degli Italiani all’Estero, parla poi delle prese di posizioni sua e della senatrice Mirella Giai rispettivamente alla Camera e al Senato e al riguardo sottolinea che almeno fino a prima di vedere quale sarebbe stata la politica del governo nei confronti degli italiani all’estero, non hanno mai votato contro il governo quando è stata posta la fiducia. “Confermando la nostra scelta indipendente, abbiamo votato a favore sulla questione Alitalia che ci è sembrata l’unica soluzione praticabile, come sul caso dei rifiuti a Napoli. Ci siamo opposti invece al lodo Alfano.

In altre parole, non abbiamo pregiudiziali ideologiche e votiamo secondo le nostre convinzioni, la nostra identità e sempre pensando soprattutto agli interessi degli italiani che rappresentiamo". Merlo dice poi che il MAIE ha la vocazione di “fare alleanze nel futuro, senza rinunciare alla sua identità”. Infine gli chiediamo su due argomenti sui quali i media degli italiani all’estero si sono occupati negli ultimi tempi: il partito degli italiani nel mondo, proposto dal giornalista Salvatore Viglia e la presunta incostituzionalità dell’articolo 8 della legge sul voto, che sancisce l’obbligo della residenza all’estero per essere candidati nella Circoscrizione Estero. Sul primo tema risponde: “Un partito degli italiani all’estero c’è già, ed è il MAIE, non so dov’è la novità. Abbiamo una struttura completa nell’America Latina e stiamo lavorando per averla anche in Europa e nell’America del Nord e poi in Australia”. Sull'articolo 8 sfida: “Possono anche modificarlo. Così com'è oggi la legge, non serve, perché qualsiasi residente in Italia può iscriversi all'anagrafe consolare poco prima delle elezioni e candidarsi all'estero. In alcuni casi è stato così. Anzi, lo tolgano, che vengano pure Berlusconi e Veltroni a candidarsi all' estero. Infatti già  simbolicamente l’hanno fatto. Nel 2006 e nel 2008 la gente ha ricevuto pubblicità e plichi elettorali dove sia il centrodestra che il centrosinistra basarono le loro campagne identificando le loro liste con i nomi dei massimi leaders residenti in Italia. La gente leggeva Berlusconi, Prodi, Veltroni, Casini ma alla fine almeno nell’America del Sud la volontà di scelta degli elettori è stata chiarissima”.

Share

Ringraziamento per la partecipazione al lutto familiare

Share

Ricardo Merlo e i suoi familiari ringraziano commossi e riconoscenti tutti coloro che hanno espresso in vari modi la loro partecipazione al lutto che li ha dolorosamente colpiti. (Nella foto: Ricardo Merlo con  papà Antonio 1 anno fa)

Share

Ci ha lasciato Antonio Merlo

Share

Buenos Aires, 6 ottobre 2008:- Stanotte, dopo lunga malattia,  con il conforto dei sacramenti e nell’abbraccio della moglie Rosa, dei figli e di coloro che l’hanno amato di più, si è spento all’età di 84 anni, Antonio Merlo, padre amato dell’on Ricardo Merlo.

Nato l’8 marzo 1924, Antonio Merlo era emigrato con la famiglia da Miane-Treviso, il più piccolo dei tre figli di Paolo e Maria.La famiglia arrivò in Argentina, senza una lira in tasca, con una valigia piena di speranze.

Antonio non potè studiare, ma con la sola licenza elementare e il mestiere  di  carpentiere, lavorando tutti i  giorni, dalla mattina alla sera, è riuscito a costruire un’ impresa propria.

E con Rosa, sua devota moglie che lo ha assistito fino all’ultimo momento, ha messo su  una bellissima famiglia,  composta dai tre adorati figli: Paolo, Alice e Ricardo.

Come tanti emigranti, con tanto sacrificio, a loro ha assicurato la possibilità di crescere e studiare per progredire nella società e li ha educati al  rispetto dei valori fondamentali  della famiglia, della patria e  della fede.

L’amore di Antonio Merlo per l’Italia era tale che ha vissuto in Argentina sempre come cittadino italiano ed anche nei momenti più difficili ha resistito  alle pressioni per cambiare cittadinanza, grazie al suo orgoglio d’italiano.

Di profonda fede cattolica, poi, ha  sostenuto concretamente, fornendo dalla sua impresa i materiali per la costruzione, la chiesa “Nuestra Señora de Lujan de los patriotas” nel quartiere di residenza (Mataderos), nella cui scuola  tutti i figli hanno studiato.

Ricardo, il minore, grazie ai suoi sforzi, ha potuto completare gli studi fino all’ultimo grado dell’università, i cui costi sono stati interamente da papà Antonio.

 

Antonella Rega

Segretaria MAIE - Movimento Associativo Italiani all’Estero

Share

On. Ricardo Merlo: Unirci e mobilitarci contro i tagli

Share

Buenos Aires - Alla luce delle valutazioni dei tagli previsti dal governo per i fondi destinati agli italiani all'estero (che passano dagli attuali 34 milioni per l'assistenza, 29 per i corsi di lingua e cultura, 3 per i Comites e 2 per il Cgie a solo 32 milioni complessivi per tutte queste voci), credo che l'unica strada da percorrere sia quella di unirci al di sopra delle appartenenze partitiche e mobilitare la collettività per impedire che si compia questo oltraggio, con la prima finanziaria di questo Governo.
"Tutti gli italiani residenti all'estero, tutti noi parlamentari da loro eletti dovremmo farlo". Così ha dichiarato l'on. Ricardo Merlo del Movimento Associativo Italiani all'Estero, che ha così espresso il suo sdegno per una politica governativa sempre più distante ed indifferente alle necessità della collettività italiana residente all'estero.
"Uno sdegno costruttivo, non disperato" - ha continuato il deputato italosudamericano, aggiungendo che: "Non è accettabile che il governo, da una parte, tagli circa 50 milioni di euro necessari alla nostra collettività all'estero per l'assistenza, per le attività culturali, per il funzionamento delle istituzioni ecc.; mentre dall'altra quello stesso governo si sia impegnato a finanziare 5 miliardi di dollari di opere pubbliche alla Libia di Gheddafi per risarcirla dei danni causati dall'Italia con la colonizzazione e la guerra.
Con un solo colpo di spugna, nei primi mesi di governo, si annullano gli sforzi fatti in decenni di lavoro per costruire un futuro per i nostri connazionali all'estero.
Un lungo lavoro per costruire un'Italia consapevole della propria storia, consapevole delle luci e delle ombre di un fenomeno imponente quale quello di un'emigrazione che ha interessato tutto il territorio nazionale, per oltre un secolo.Un fenomeno che è stato l'origine di grandi fortune per alcuni, ma anche di disperazione e di abbandoni per altri che in cambio hanno ottenuto poco, forse niente.
Un fenomeno che è stato all'origine del Made in Italy, favorito e promosso, in principio anche inconsapevolmente, dalla presenza dei nostri emigrati in tutti i continenti; della esportazione della cultura e dell'arte italiane, così preziosamente uniche, in ogni remoto angolo di questo pianeta.
...E oggi dopo tutto questo lavoro, dobbiamo constatare che con questi tagli si mettono in ginocchio le nostre istituzioni di riferimento, i Consolati, le Scuole italiane nel mondo, i Comites e il CGIE, colpendo in pratica tutti gli italiani residenti all'estero.
Dobbiamo unirci adesso più che mai - ha concluso l'on. Merlo - senza pregiudiziali, per capire, dopo un confronto aperto, quali possano essere i nostri spazi di intervento su una politica così nociva degli interessi di tutti cittadini residenti all'estero, a prescindere dagli orientamenti politici."

Share

CERCA NEL SITO

TRADUCI QUESTA PAGINA

 
Questo sito utilizza cookie di profilazione, eventualmente anche di terze parti. Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più consulta la cookie policy.
x

Login Form