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La Cdl boccia Marini: "Elezioni subito"
Veltroni: "Tre mesi per scrivere regole"

Berlusconi: dialogo solo dopo voto.Il Giornale: patto elettorale Pd-Fi.
Il Cavaliere: «Pura utopia». Il leader Pd: irrealistico. Prodi: basta coi giochi


ROMA:Il filo fra Franco Marini e Gianni Letta non ha per ora funzionato. Silvio Berlusconi, al termine dell’incontro a Palazzo Giustiniani, auspica che «al termine delle consultazioni il Capo dello Stato possa indire subito le elezioni». Il leader di Fi ritiene che «la cosa migliore sia dare al Paese un Governo legittimato dal voto popolare e che possa essere immediatamente operativo».

Il Pd: occasione perduta
Escluso anche un Governo per poter svolgere i referendum: «Sarebbe una incomprensibile e dannosa perdita di tempo». An, come Fi, chiede le elezioni. «La nostra Costituzione - dice Fini - non prevede Governi per fare i referendum o per fare la legge elettorale. Per i Governi serve un programma politico e non esistono le condizioni per trovare una maggioranza in Parlamento». Walter Veltroni, dopo avere ascoltato Fini e Berlusconi, vede «il rischio di una occasione perduta». Il Pd chiede comunque «tre mesi, non 30 anni, per scrivere le nuove regole. Una breve collaborazione oggi consentirebbe all’Italia di essere più sicura domani».

Il Giornale e l'alleanza Fi-Pd
Berlusconi e Veltroni respingono l’ipotesi del Il Giornale di una alleanza Fi-Pd. Berlusconi la definisce «una utopia». Veltroni afferma: «Non riusciamo neppure a riscrivere insieme le regole del gioco...». Franco Marini, incaricato dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di verificare il consenso su una nuova legge elettorale e sul Governo, incontrerà nel pomeriggio gli ex Capi dello Stato e poi andrà a riferire al Quirinale. La crisi torna nelle mani del capo dello Stato che questa mattina ha incontrato separatamente il Governatore della Banca d’Italia Mario Draghi ed il ministro dimissionario dell’Interno Giuliano Amato.

Verse le elezioni ad aprile
Il presidente del Senato potrebbe andare già stasera a riferire al presidente della Repubblica (o al massimo domani mattina). E, di fronte alla chiusura dell’intero centrodestra, a Giorgio Napolitano non resterà altra strada che chiudere in anticipo la seconda legislatura più breve della storia della Repubblica (648 giorni, contro 633 della XI, spazzata via dalla bufera di Tangentopoli nell’inverno del 1993). In caso di scioglimento domani, 5 febbraio, la prima domenica utile per le elezioni sarebbe il 23 marzo, ma sarà il giorno di Pasqua e dunque non si potrà votare. L’ultima domenica papabile è invece quella del 13 aprile. La scelta, dunque, dovrebbe cadere tra il 30-31 marzo, il 6-7 aprile e il 13-14 aprile.

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