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Buenos Aires - Alla luce delle valutazioni dei tagli previsti dal governo per i fondi destinati agli italiani all'estero (che passano dagli attuali 34 milioni per l'assistenza, 29 per i corsi di lingua e cultura, 3 per i Comites e 2 per il Cgie a solo 32 milioni complessivi per tutte queste voci), credo che l'unica strada da percorrere sia quella di unirci al di sopra delle appartenenze partitiche e mobilitare la collettività per impedire che si compia questo oltraggio, con la prima finanziaria di questo Governo.
"Tutti gli italiani residenti all'estero, tutti noi parlamentari da loro eletti dovremmo farlo". Così ha dichiarato l'on. Ricardo Merlo del Movimento Associativo Italiani all'Estero, che ha così espresso il suo sdegno per una politica governativa sempre più distante ed indifferente alle necessità della collettività italiana residente all'estero.
"Uno sdegno costruttivo, non disperato" - ha continuato il deputato italosudamericano, aggiungendo che: "Non è accettabile che il governo, da una parte, tagli circa 50 milioni di euro necessari alla nostra collettività all'estero per l'assistenza, per le attività culturali, per il funzionamento delle istituzioni ecc.; mentre dall'altra quello stesso governo si sia impegnato a finanziare 5 miliardi di dollari di opere pubbliche alla Libia di Gheddafi per risarcirla dei danni causati dall'Italia con la colonizzazione e la guerra.
Con un solo colpo di spugna, nei primi mesi di governo, si annullano gli sforzi fatti in decenni di lavoro per costruire un futuro per i nostri connazionali all'estero.
Un lungo lavoro per costruire un'Italia consapevole della propria storia, consapevole delle luci e delle ombre di un fenomeno imponente quale quello di un'emigrazione che ha interessato tutto il territorio nazionale, per oltre un secolo.Un fenomeno che è stato l'origine di grandi fortune per alcuni, ma anche di disperazione e di abbandoni per altri che in cambio hanno ottenuto poco, forse niente.
Un fenomeno che è stato all'origine del Made in Italy, favorito e promosso, in principio anche inconsapevolmente, dalla presenza dei nostri emigrati in tutti i continenti; della esportazione della cultura e dell'arte italiane, così preziosamente uniche, in ogni remoto angolo di questo pianeta.
...E oggi dopo tutto questo lavoro, dobbiamo constatare che con questi tagli si mettono in ginocchio le nostre istituzioni di riferimento, i Consolati, le Scuole italiane nel mondo, i Comites e il CGIE, colpendo in pratica tutti gli italiani residenti all'estero.
Dobbiamo unirci adesso più che mai - ha concluso l'on. Merlo - senza pregiudiziali, per capire, dopo un confronto aperto, quali possano essere i nostri spazi di intervento su una politica così nociva degli interessi di tutti cittadini residenti all'estero, a prescindere dagli orientamenti politici."

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