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On. Ricardo Merlo "Le motivazioni non riguardano solo i tagli dei fondi per gli italiani all' estero"


Roma, 12 novembre 2008 :- Si è svolto ieri a Roma, nella sede dell'U.N.A.R., Unione Nazionale delle Associazioni Regionali, il dibattito organizzato dal CGIE sugli "Italiani all'estero: memoria o  futuro", a cui hanno partecipato patronati, sindacati, il mondo dell'associazionismo e  parlamentari eletti nella  Circoscrizione Estero. I temi sul tappeto riguardavano principalmente i tagli alle risorse destinate agli italiani all'estero e le misure da intraprendere, congiuntamente, per manifestare tutto il disagio delle comunità italiane all'estero.

Al dibattito era presente anche l'on. Ricardo Merlo (MAIE - Movimento Associativo Italiani all’Estero) che, nel suo intervento, ha spiegato che :"Questi tagli sono un errore; ma è sbagliata  l' impostazione generale di questa  manovra finanziaria. 

Infatti - ha sottolineato - in un momento di crisi globale e di  stagnazione economica, come quello che stiamo vivendo in Italia, mentre tutti i Paesi cercano di mettere in atto politiche espansive, il Ministro Tremonti adotta una tipica ricetta neoliberista, fortemente fiscalista, che comprime la spesa pubblica. Sembra che non abbia ancora capito che i tradizionali aggiustamenti strutturali dell' economia, basati su ricette neoliberiste e monetariste, hanno evidentemente  fallito e che, anche Paesi come gli Stati Uniti, che le consideravano   "verità assoluta", stanno cominciando a rileggere  Lord  Keynes.
Il deputato italo sudamericano, ha poi detto di condividere il pensiero del presidente  del Brasile  Lula, in visita in Italia in questi giorni, che ha detto(dal CDS 13/11/08 pag.23)" Quando la crisi colpiva il Brasile o l' Argentina, tutti sapevano che fare. Ora che tocca i Paesi ricchi, nessuno lo sa".
“L'Italia è in una situazione critica - ha continuato Merlo – le famiglie lottano con il carovita e  il debito estero è a 104% del PIL. Ciò significa che noi italiani paghiamo 82 miliardi di euro soltanto di interessi ogni anno, ossia  225 milioni di euro solo di interessi ogni giorno. A questa situazione si
aggiunge che il Paese avrà in tutto il 2008 una crescita negativa tra lo 0,2 e lo 0,4 % .
Se i sacrifici che ci vengono imposti con questa finanziaria, fossero di beneficio all'Italia, noi italiani all'estero sicuramente saremmo pronti a sostenerli con dignità e  patriottismo. Ma,  purtroppo, crediamo che questa finanziaria produrrà assolutamente il contrario degli effetti desiderati. La razionalizzazione delle spese non significa tagliare le risorse.
Mi domando, quindi, in questo contesto  a che serve togliere 32 milioni di euro agli italiani all'estero?
Le strade per uscire dalla crisi economica  possono essere tante ma non sicuramente quella intrapresa da questo governo. Il MAIE voterà contro questa finanziaria, non solo perché danneggia gli italiani all'estero, ma perché farà lo stesso con gli italiani residenti in patria. “

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