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ROMA aise - Nella seduta di ieri, 30 giugno, alla Camera è stata assegnata alla Commissione Bilancio la proposta di legge dell’onorevole Ricardo Merlo (Maie) dal titolo "Modifiche agli articoli 47 e 48 della legge 20 maggio 1985, n. 222, in materia di destinazione della quota dell'otto per mille del gettito IRPEF alla promozione della lingua e della cultura italiana all'estero". il testo, che inizierà l’iter dalla sede referente, sarà sottoposto ai pareri delle Commissioni Affari Costituzionali, Affari Esteri e Cultura.

Presentata lo scorso novembre, la proposta di legge muove dalla costatazione che, anno dopo anno, diminuiscono i fondi del Mae destinati a finanziare la promozione della lingua e della cultura italiane all’estero. Cosa che, rileva Merlo nella presentazione del testo, "significa, in primo luogo, privare centinaia di ragazzi, figli di nostri connazionali residenti all'estero, di un'adeguata istruzione italiana; in secondo luogo, sopprimere tanti posti di lavoro, perché con la chiusura dei corsi di italiano e delle scuole italiane all'estero saranno inevitabili le riduzioni del corpo docente; infine, significa penalizzare l'Italia anche dal punto di vista economico nel suo complesso, perché la cultura e la lingua italiane all'estero, oltre al loro incontestabile valore intrinseco, contribuiscono alla promozione delle esportazioni e del nostro turismo e, indirettamente, sono un traino fondamentale per i nostri beni di consumo nel mondo".
Se è vero che "per oltre un secolo, la lingua e la cultura italiane sono state, infatti, strumento di primaria importanza per la conoscenza e per l'espansione del mercato del made in Italy nel mondo", non si dovrebbe dimenticare che i nostri connazionali all’estero "hanno fatto apprezzare, nelle nazioni di accoglienza, prodotti dapprima sconosciuti, poi sempre più ricercati e, successivamente, considerati in alcuni casi di un inarrivabile lusso, in quanto provenienti dal Paese considerato da tutti, e a ragione, culla della cultura e dello stile, al primo posto nel mondo per la ricchezza del patrimonio artistico e culturale". In quest’ottica, "ridurre le risorse finanziarie per la promozione della lingua e della cultura italiane all'estero, significa rischiare di perdere una grande opportunità per la nostra economia, nell'attuale scenario di crisi internazionale".
Niente come lingua e cultura legano gli italiani ovunque residenti al loro Paese d’origine. Per questo, spiega Merlo, la proposta di legge intende "sostenere il nostro grande patrimonio culturale, inteso nel senso più ampio" proponendosi di farlo "a costo zero per il bilancio dello Stato" attraverso l’8x1000. "Con la presente proposta di legge si prevede che le opzioni finanziabili attraverso la quota destinata allo Stato dell'otto per mille del gettito dell'imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) siano comprensive anche della promozione della lingua e della cultura italiane all'estero. Come è noto, la legge 20 maggio 1985, n. 222, prevede, all'articolo 47, che il contribuente possa indicare anche lo Stato come destinatario e diretto gestore di parte della quota dell'otto per mille della propria IRPEF, stabilendo che tale quota sia utilizzata per "scopi di interesse sociale o di carattere umanitario". In particolare, al successivo articolo 48, poi, si parla di destinazione di quelle risorse per la "conservazione di beni culturali". Già oggi quindi, nell'attuale accezione delle disposizioni dei citati articoli 47 e 48, si potrebbe fare ricorso alle risorse provenienti da tali norme, per la promozione della lingua e della cultura italiane, in quanto rientranti nella più ampia interpretazione di «bene culturale» ed essendo le loro diffusione e promozione, senza dubbio, scopi di "interesse economico-sociale". Con questa la proposta di legge – puntualizza il deputato eletto in Sud America – si intende modificare il testo dei citati articoli allo scopo di rendere ancora più esplicito e più stringente il dispositivo normativo già vigente" prevedendo che "ogni contribuente che sceglie di destinare la quota dell'otto per mille della propria dichiarazione annuale IRPEF allo Stato possa volontariamente sostenere e promuovere anche la lingua e la cultura italiane all'estero".
Questo, precisa il parlamentare, non significa eliminare "l'obbligo per lo Stato di continuare a provvedere nelle forme tradizionali a questo fondamentale capitolo di bilancio", ma oggi più che mai è necessario "trovare nuovi percorsi creativi per la soluzione di un problema delicato ed essenziale come quello della promozione della lingua e della cultura italiane all'estero".


Quattro gli articoli che compongono il testo che riportiamo integralmente di seguito.
"Art. 1.
1. Al secondo comma dell'articolo 47 della legge 20 maggio 1985, n. 222, dopo le parole: "a scopi di interesse sociale" sono inserite le seguenti: "e culturale".
Art. 2.
1. All'articolo 48 della legge 20 maggio 1985, n. 222, dopo le parole: "conservazione di beni culturali" sono inserite le seguenti: ", promozione della lingua e della cultura italiane all'estero".
Art. 3.
1. La definizione delle modalità di ripartizione delle risorse derivanti dall'attuazione degli articoli 47 e 48 della legge 20 maggio 1985, n. 222, come modificati dagli articoli 1 e 2 della presente legge, da destinare alla promozione della lingua e della cultura italiane all'estero, è stabilita con apposito decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, da emanare entro due mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge.
Art. 4.
1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale". (aise)

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