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Roma, 18 novembre 2010 -  Si è tenuta, oggi, a Roma la manifestazione del CGIE e dei rappresentanti della collettività residente all’estero per  protestare contro i tagli previsti dalla legge di stabilità agli stanziamenti per le attività istituzionali e sociali ad essa destinati.Tra i manifestanti, che hanno sfilato per le vie del centro di Roma intonando l’inno di Mameli, dietro uno striscione con scritto "Siamo una risorsa, il governo ci liquida",oltre ai membri del CGIE vi erano anche i parlamentari del MAIE - Movimento Associativo Italiani all’Estero -  la sen. Mirella Giai e l’on. Ricardo Merlo - che hanno accompagnato il corteo, che si è mosso dal Museo per l’ Emigrazione e per arrivare fino a Piazza Montecitorio.

L’on. Ricardo Merlo, che ha portato in  piazza il presidente Pier Ferdinando Casini, ha dichiarato: “Siamo seriamente preoccupati per la miopia di questo governo. Questa Finanziaria ci colpisce ancora; dimezza i fondi per gli italiani all'estero. I primi a soffrire per questi tagli saranno proprio i più deboli, coloro che si vedono già oggi negare l’assistenza sanitaria e sociale: gli anziani e i malati. Poi i giovani, la nuove generazioni, che non potranno studiare la lingua e la cultura del proprio paese d’origine.”A queste affermazioni l’on. Pier Ferdinando Casini, interrompendo il suo lavoro in Aula per scendere a portare il suo sostegno ai manifestanti,  ha aggiunto:” Quella della rappresentanza degli italiani all'estero è stata una grande conquista e una grande possibilità, non possiamo sprecarla. Sembra che adesso se ne sia perso il senso. Bisogna dare grande importanza ai temi della lingua italiana, della scuola, dell'assistenza. Il governo si svegli'”Grande emozione tra i presenti all’arrivo dell’ex Ministro per gli Italiani nel Mondo, on. Mirko Tremaglia. All’indomani del suo 84 compleanno, ha voluto testimoniare con la sua presenza il suo instancabile impegno per la collettività residente all’estero, ed ha sussurrato alla capogruppo del Pd Anna Finocchiaro, presente alla manifestazione: "Dobbiamo rifare il Ministero".

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