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L’Ambasciata di Santo Domingo risponde al MAIE RD su caso Semeghini: ‘continua attenzione’

La scorsa settimana, il MAIE della Repubblica Dominicana, coordinato da Ricky Filosa, ha lanciato un appello all’Ambasciata d’Italia a Santo Domingo, per quanto riguarda la vicenda di un detenuto italiano nell’isola caraibica, Ambrogio Semeghini, che aveva deciso di iniziare uno sciopero della fame per protestare contro la mancanza d’attenzione da parte, appunto, della sede diplomatica. “Non abbandonate Ambrogio al proprio destino. Si sarà anche macchiato di colpe tali da meritare la prigione, ma la galera non può essere una condanna a morte”, aveva dichiarato Filosa nel suo appello.

Il giorno dopo, una delegazione dell’Ambasciata si è recata nel carcere di Najayo, in visita al nostro connazionale. Ieri, Olindo D’Agostino, capo dei servizi consolari dell’Ambasciata italiana a Santo Domingo, ha inviato a Ricky Filosa una email con allegata una scheda del detenuto e della situazione che lo riguarda. Dal documento, sottolinea D’Agostino, “risulta la costante assistenza che questa Ambasciata ha prestato allo stesso durante tutto il periodo della sua detenzione”. “Nei quarantaquattro mesi di detenzione – spiega il numero due dell’Ambasciata - le visite consolari nei suoi confronti sono state ben 21: una ogni due mesi, un record mondiale. Ed i soldi che l’erario ha speso a titolo di contribuzioni in suo favore, per il tramite di questa Ambasciata, sono pari a ben 5,000 Dollari USA, di cui circa 1.000 per esami specialistici. Il contatto di questa Ambasciata con la Direzione del Carcere e con il Dipartimento Sanitario in relazione ai problemi medico-sanitari di Semeghini è tuttora costante ed attento. Nessun altro detenuto, in considerazione anche delle sue condizioni di salute, ha mai ricevuto tanta assistenza quanto Semeghini”.

IL COMMENTO DEL MAIE RD Filosa e Massimo Gennatiempo, Coordinatore del MAIE di Santo Domingo, che si è interessato in prima persona al caso Semeghini, commentando la nota di D’Agostino, dichiarano: “Dai numeri forniti gentilmente dall’Ambasciata d’Italia a Santo Domingo, si evince con chiarezza che l’assistenza al detenuto Semeghini è stata attenta e costante fin dall’inizio. Come MAIE, siamo felici di constatare che i connazionali detenuti nelle carceri della Repubblica Dominicana, anche se macchiati di gravi colpe, non vengono lasciati soli. E’ anche questo il ruolo delle nostre istituzioni diplomatiche presenti sul territorio. Ringraziamo l’Ambasciata e il dott. D’Agostino, certi che il contatto e l’assistenza nei confronti di Meneghini e di tutti gli altri detenuti italiani a Santo Domingo continueranno ad essere frequenti e che i nostri connazionali, anche se dietro le sbarre, non verranno dimenticati”.

 

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